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La nuova sala polifunzionale di Rivolta d'Adda

Tutta la storia della nuova sala polifunzionale

Come abbiamo già fatto nel 2005 seguendo tutta la storia della nuova piazza ( vedi), raccogliendo un po' di articoli dai quotidiani locali anche questa volta cercheremo di ricostruire la storia della nuova sala polifunzionale
Abbiamo pubblicato solo alcuni articoli (i più significativi e recenti) di tutti gli schieramenti perché questo "speciale" di ateRgroup.com non vuole essere vincolato da nessun partito politico. Se vuoi promuovere questi articoli clicca promuovi questa pagina


Il centro polivalente che sorgerà in via Galilei, tra scuola primaria e scuola media, è stato progettato su struttura prefabbricata al geometra Lorenzo Testa, che ha illustrato la sua idea (non definitiva) martedì sera in un’assemblea pubblica a Rivolta d’Adda.
Al piano terra, come è noto, troveranno spazio la mensa scolastica da 232 posti (con locale distribuzione, zona lavaggio stoviglie, dispensa, camerini, cucina, blocco servizi) e la sede dell’associazione Camminiamo Insieme da 230 mq (con ingresso, sala comune, laboratorio di musicoterapia, cucina, ceramica e pittura, più i servizi igienici), che con la sede nuova potrà avere i contributi legati all’accreditamento regionale e passare da 8 a 15 utenti.
Al primo piano, il teatro (sala polifunzionale) da 294 posti su 460 mq con palco, spazio per la seduta, camerini, blocco servizi, foyer.
La struttura sarà prefabbricata (anche per far fronte alla necessità di velocità di esecuzione) con pannellatura esterna in legno con isolante all’esterno, rivestita da doghe di larice non trattate, la copertura sarà in legno lamellare in lastre coibentate. Sarà dotata di un porticato, che garantirà il passaggio coperto agli alunni.
La struttura, come ha spiegato Massimo Moro, avrà consumi energetici prossimi allo zero, dato che sarà in classe energetica B (non A perché, dato l’uso pubblico dell’edificio, sarebbe troppo costosa) con ottimi serramenti a garantire l’isolamento e pannelli solari, che lavoreranno assieme alla geotermia. Il campo fotovoltaico che azionerà la pompa di calore elettrica per la geotermia sarà di 1.600 mq. Questo sistema di riscaldamento evita anche di liberare Co02 nell’aria.
Il sindaco Lamberto Grillotti ha ricordato che, dato che il Patto di Stabilità impedisce la contrazione di mutui, l’unica possibilità per finanziare l’opera è attraverso le alienazioni (e solo fino al 2013). Per questo si vende (il risultato della gara si avrà domani) la Sala Ariston, ex cinema del paese, per circa 1 milione di euro. Come ha spiegato l’assessore al bilancio Pier Paolo Raimondi Cominesi, le altre entrate necessarie saranno circa 2 milioni di euro dai tre terreni posti all’asta e circa 700.000 di euro (il costo definitivo dell’opera ancora non è noto) che saranno introitati da lottizzazioni del Pgt. L’amministrazione sta trattando sia sull’area commerciale che su un’area residenziale da 27.000 mq.
Ha spiegato Raimondi che i soldi introitati vanno spesi l’anno solare in cui si incamerano. Quindi si venderà a lotti e si spenderà a stralci. Altra entrata sarà il Conto Energia dal fotovoltaico sul tetto della scuola (di fatto si incamereranno 1.300.000 euro).
Da qui la proposta del consigliere di minoranza Milo Carera di realizzare le opere distinte: la sede di Camminiamo Insieme, la mensa e il teatro, di modo da giustificare il pagamento a stralci.
Inoltre, Carera ha spiegato che “la sala polifunzionale non era nel vostro programma e non va fatta”.
“Quando mai un’amministrazione esegue ciò che ha scritto in programma? - ha risposto Grillotti - Nessuna esegue il programma per intero, inoltre spesso cambiano l’ordinamento di riferimento, le leggi e le regole, quindi le possibilità di gestione del comune”.
“Grillotti ascolti le associazioni - è intervenuto Mino Melini di Ildebranda - che parlano non a titolo personale ma della comunità. Non procediamo con ripicche e dispetti”.
E' intervenuto il tecnico Angelo Citto: “Ristrutturare” (la Sala Ariston per farci un teatro) “costa 2.500 euro al mq, fare nuovo costa 2.200. Inoltre un edificio nuovo è a norma sia sulle direttive di risparmio energetico che antisismiche”.

Silvia Tozzi

Il consigliere di minoranza Angelo Pasqualini (Sdi) durante la serata di presentazione del progetto dell’area polivalente rivoltana, ha auspicato che la gara di vendita della Sala Ariston vada deserta. Quindi, ha spiegato che, secondo lui, l’area delle scuole deve venir liberata da ogni presenza extrascolastica, percui la sala polifunzionale non va allocata nel campus. Ha anche ricordato l’emergenza scuola materna (che è sovraffollata).
Ha chiarito che è giusto dare una sede a Camminiamo Insieme (invece, secondo il suo collega Milo Carera, quella presso la scuola primaria attualmente in uso è “una sede più che dignitosa”), suggerendo che essa però si può trovare nella palazzina Fallaci “che ora è concessa in uso tramite firma di liberatoria perché non è a norma”.
“Non impegnamoci in modo così pesante per il futuro”, ha ammonito.
Per quanto riguarda la Sala Ariston, per Pasqualini deve restare un’area per spettacoli. Secondo lui, realizzandola su tre piani, si può adibire il piano terra a teatro e sala riunioni mettere al primo e al secondo piano si può creare uno spazio di housing sociale. Con la vendita di questi appartamenti si può finanziare la ristrutturazione dell’intero stabile. Secondo il sindaco Lamberto Grillotti, però, questa soluzione è inattuabile dato che non ci sono abbastanza fondi per realizzarla. “Perché dobbiamo trovare noi i fondi? - è sbottato Nedo Bosi, presidente Pro Loco - L’amministrazione siete voi e la burocrazia tocca a voi. In ogni caso - ha continuato - i soldi ci sono già, dato che dite che l’intervento è già coperto”.

Silvia Tozzi

E’ stata la Im. Com Srl di Peschiera Borromeo ad aggiudicarsi, mediante asta pubblica, la Sala Ariston di via Tre Gozzi a Rivolta d’Adda. Il valore a base d’asta è di 1.008.520 euro, ovvero 190 euro a mc. L’offerta è stata di un milione e 50 euro.
La Im. Com è stata costituita nel 2001 ed è la società di riferimento per il Gruppo Gdm Holding Spa nell’ambito del settore sviluppi immobiliari.
Im.Com. Srl è una realtà in costante crescita, avendo sviluppato ad oggi un portafoglio immobiliare di oltre 200 milioni di euro. Il portafoglio è costituito principalmente da iniziative di sviluppo di centri commerciali classici e sequenziali e da iniziative di recupero di aree industriali dismesse ubicate in posizioni strategiche in ambito urbano, così come da prestigiose lottizzazioni residenziali.
Come si legge sul sito dell’azienda, “Im.Com. Srl individua le iniziative immobiliari di interesse per il Gruppo Gdm Holding Spa operando sul mercato con criteri di scelta fondati sulla unicità, visibilità e qualità delle iniziative promosse”.
“Pur privilegiando il settore commerciale, con particolare riferimento alla grande e media distribuzione, Im.Com. Srl opera anche nei settori del terziario, del direzionale, del produttivo, dell’artigianale e del residenziale”.
E infatti proprio residenziale potrà essere fatto a Rivolta: 5.308 mc su tre piani, con box (due dei quali saranno ceduti all’amministrazione comunale).
Sempre dal sito dell’azienda, si apprende che “Im.Com. Srl gestisce al proprio interno tutte le attività relative allo sviluppo delle operazioni immobiliari acquisite, comprese le attività di valorizzazione urbanistica delle aree secondo i criteri di best and highest use, coordinamento e supervisione della progettazione, elaborazione del planning economico e finanziario, la gestione tecnica delle attività di edificazione e la gestione delle attività di commercializzazione e promozione”.
Alla gara, cui ha partecipato la sola azienda di Peschiera, hanno assistito anche alcuni rappresentanti di Associazioni Rivoltane, guidati da Claudio Pellegrini.
Quanto introitato dalla vendita sarà usato, entro dicembre, per pagare le prime spese relative la progettazione del nuovo centro polifunzionale che sorgerà in via Galilei.
“L’asta della Sala Ariston – aveva detto durante l’assemblea pubblica relativa, martedì scorso, Mino Melini di Ildebranda – è un colpo di teatro perché la Sala nuova non la farete mai e lo sapete. Né mai troverete 4 milioni di euro per finanziarla (di cui 170.000 per la progettazione, della quale è già stato dato incarico e che anche se l’asta andrà deserta va pagata). Dare un’asta in 15 giorni poi è una procedura assurda: che offerte si trovano in 15 giorni? Il mercato poi è fermo, percui la possibilità è già bruciata”.
Quel che sosteneva Melini però alla luce dei fatti si è dimostrato sbagliato.
La gara ha avuto il suo vincitore.
“Dividendo l’opera in tre: mensa, sede di Camminiamo Insieme e auditorium, i costi a loro volta sono divisi per tre e si può vendere e investire in vari anni”, ha proposto in quella sede il consigliere di minoranza Milo Carera.
“Tu le elezioni le hai perse. Io le ho vinte ed io decido”, gli ha risposto il sindaco Lamberto Grillotti.
L’abbattimento della Sala Ariston secondo l’amministrazione è doveroso.
Ha spiegato durante l’assemblea l’ingegnere Massimo Moro che ristrutturare la Sala Ariston non solo farebbe perdere 1 milione di euro (il prezzo con cui la si è venduta), ma ne farebbe spendere altrettanti (quindi la non vendita per Grillotti costerebbe 2 milioni) perché gli interventi di sistemazione e messa a norma sono costosissimi. Ad esempio, sull’antincendio e sull’antisismico, oltre che sugli impianti. Carera ha ribattuto che non esiste un’analisi adeguata in merito e che le affermazioni di Moro sono spannometriche ed astratte, ma Moro ha spiegato che, ad esempio, quando la Sala Ariston è stata realizzata, i carichi da neve erano studiati per 80 kili al mq, sul tetto. Ora la Legge li richiede da 130 al mq. Percui a logica la Sala è fuorinorma e già solo questo dimostrerebbe che la Sala non è utilizzabile così com’è.
Ha concluso il tecnico comunale Angelo Citto: “VA tutto demolito e rifatto”.
Ora che la Sala Ariston è stata venduta, non c’è più nulla da fare. E’ perduta e il comitato con i suoi più di 2000 firmatari non può più fare nulla per impedire che in via Tre Gozzi sia realizzata una palazzina (chiamata già il Condominio Ariston) e abbattuto l’ex cinema.

Silvia Tozzi

Associazioni Rivoltane si dice molto dispiaciuta nell’aver letto su La Cronaca di qualche giorno fa “le dichiarazioni del sindaco Lamberto Grillotti sul lavoro da noi svolto a titolo gratuito e con i pochi mezzi tecnici a disposizione. Il sindaco dice che ‘di fatto non è un progetto’, e, peggio ancora, dice che ‘semplicemente hanno ripreso quello di Testa’, tecnico che abbiamo conosciuto per la prima volta martedì 29 giugno”. (Grillotti intendeva che il progetto alternativo e meno costoso che il 29 giugno Associazioni Rivoltane voleva presentare alla cittadinanza è, di fatto, lo stesso presentato dall’amministrazione, ma a un solo piano, da qui il risparmio previsto).
“Rimandiamo al mittente le critiche e le illazioni sul nostro operato: avremmo preferito discuterne assieme e non leggere le sue considerazioni sulle pagine della stampa locale”, spiega Associazioni Rivoltane, che non ha ancora incontrato Grillotti per trattare del progetto che ha consegnato al sindaco tre settimane fa circa.
“Teniamo comunque a precisare che il nostro progetto era pronto da gennaio 2010, data inizialmente prevista per la presentazione del progetto dell’amministrazione”. Ovvero, copiare il progetto di Testa togliendo il primo piano era per le associazioni impossibile, dato che il progetto di Testa, per l’appunto, ancora non esisteva.
Associazioni Rivoltane ribadisce che lo scopo del progetto presentato è quello di realizzare la struttura di pubblica utilità di un solo piano al costo di circa un terzo del costo del progetto di due piani dell’amministrazione comunale (circa 1 milione di euro invece di 3 milioni 650.000 euro), evitando così di alienare l’ex cinema Ariston.
L’obiettivo di Associazioni Rivoltane è infatti quello di salvare la Sala Ariston, rimandando a un secondo momento la sua ristrutturazione.
I vantaggi sarebbero numerosi: il posizionamento dell’edificio “che permette il contenimento dell’occupazione dell’area verde del cortile, dedicato alle attività scolastiche”; la posizione baricentrica tra le scuole da servire tramite collegamenti coperti; una struttura di un solo piano “che riduce al minimo l’impatto visivo e meglio si armonizza nel complesso scolastico esistente”; l’impianto “semplice e realizzato con moderni elementi prefabbricati per contenere i costi di realizzazione e di manutenzione e gestione”. La soluzione “tutto su un piano semplifica gli accorgimenti (soprattutto impiantistici) per il superamento delle barriere architettoniche, soprattutto in previsione di particolari utenze a cui l’immobile verrà destinato”. “In considerazione della vicinanza della nuova struttura alla centrale termica della palestra e delle due scuole, potrebbe essere studiata la possibilità di utilizzare le suddette centrali (una od in combinazione), magari opportunamente potenziate, per servire anche il nuovo edificio di un solo piano. In questo modo verrebbero ridotti i consumi per il riscaldamento e le emissioni in atmosfera”.
Si prevede anche la possibilità di installare sul tetto piano della struttura a pannelli solari e fotovoltaici senza impatto estetico, posizionandoli dietro il coronamento della facciata che potrebbe nasconderli alla vista. Data l’estensione della superficie, l’energia prodotta potrebbe essere utilizzata anche dalle vicine scuole.
Secondo Associazioni Rivoltane, poi, si eviterebbe di una sala polivalente, luogo pubblico fonte di rumori, a ridosso dell’ospedale ricovero delle Suore Adoratrici.
L’associazione Camminiamo Insieme, che avrebbe sede nel piano terra della struttura, “potrebbe usufruire di uno spazio verde per le proprie attività in uno contesto maggiormente protetto”.
Infine, la soluzione comporterebbe una “facile e veloce accessibilità da via Galileo Galilei, anche da parte di eventuali mezzi di soccorso”.

Silvia Tozzi

Il neonato comitato Salviamo la Sala Ariston, presieduto da Emiliano Allegri (fondatore della Polisportiva Rivoltana dell'oratorio Sant’Alberto e volontario Auser, di Camminiamo Insieme - proprio l’associazione che, con la vendita della Sala Ariston, otterrà una iva sede in via Galilei - e membro del Coro Parrocchiale), sta raccogliendo fondi in paese.
Infatti, avendo fatto ricorso al Tar riguardo la vendita della Sala Ariston, ha bisogno di fondi per finanziare l’iter legale.
Ieri mattina, i rappresentanti del comitato, tra cui Attilio Leoni dell’Arci, Rosolino Oleari della Banda e Claudio Pellegrini dell’Acli (il presidente, che, gossip, da giovane è stato uno dei fondatori del gruppo sportivo Calcio denominato Gos - Giovane Organizzazione Sportiva - squadra alternativa alla Rivoltana Calcio e giocava assieme a Lamberto Grillotti con il quale è molto in confidenza, non era presente ma ha telefonato) erano in piazza a portare tra i banchi del mercato la propria istanza.
E’ stato distribuito un volantino in cui si diceva che “a nulla sono servite le nostre richieste, le nostre proposte, la petizione popolare con la raccolta di 2.100 firme: la nostra amministrazione comunale imperterrita ha indetto una fulminea asta pubblica per vendere la Sala Ariston e, in data 2 luglio, l’unica ditta partecipante all’asta, la Im.Com, Sviluppi Immobiliari di Peschiera Borromeo (ditta del gruppo Gdm), se l’è aggiudicata”.
Il volantino continua: “Per contrastare fino all’ultimo l’infelice decisione del nostro sindaco, in data 7 luglio è stato costituito il Comitato Salviamo la Sala Ariston” (che di fatto si sostituisce ad Associazioni Rivoltane per combattere questa battaglia) “che userà tutti i mezzi messi a disposizione dalle vigenti leggi, compreso il ricorso al Tar, per impedire questo scempio”.
Perciò “chiediamo alla popolazione di Rivolta d’Adda, in particolare alle 2.100 persone che mirabilmente ci hanno supportato con le loro firme, di contribuire in funzione delle loro disponibilità, al sostegno delle spese legali”.
Ieri mattina, la gente veniva avvicinata o si avvicinava all’uomo sandwich e ai volontari del Comitato per offrire la propria firma e finiva per lasciare del denaro. A botta di cinque euro, verso le 11 era stato raccolto un buon numero di offerte (sull’ordine dei 200 euro).
A tal proposito è stato aperto anche il conto corrente 6761 presso la Cassa Rurale dell’Adda e Cremasco (IBAN: IT37 M08771 57080 000000006761).
Non si sa né quanto si raccoglierà né se avanzerà del denaro ad azione legale terminata, ma il Comitato garantisce che l’eventuale eccedenza di fondi restante sul conto corrente verrà utilizzata per progetti benefici a favore di persone bisognose o di associazioni del paese.
L’idea era di posizionare un banchetto, ieri mattina sul mercato, ma l’amministrazione, spiegano dal Comitato, non ha rilasciato il permesso di occupazione del suolo pubblico, percui la raccolta è stata fatta peripatetica e intanto si è chiesto di poter allestire un banchetto sabato.
“L’amministrazione ci impedisce di avere un banco e allora noi giriamo tra la gente”, spiega Pellegrini.
Il contenuto del ricorso non è ancora pubblico, spiega però Leoni che verte principalmente su altezze e volumetrie concesse a chi si è aggiudicato la gara.
“Si tratta degli indici previsti in centro storico dal Piano di Governo del Territorio, ergo il ricorso è contro il Pgt? Non sono vincolanti perché la tipologia di costruito sarà convenzionata”, dice il sindaco.
Grillotti ieri mattina era furioso. La richiesta di occupazione del centro storico, ha spiegato, è stata presentata lunedì. Martedì non ha potuta vederla perché non era in comune e quindi il permesso non è stato concesso per motivi legati alla tempistica. Allo stesso modo, però, Grillotti non crede sia legittimo concerdere un permesso per raccolta fondi: “Lo si fa con le associazioni serie, come la Lega Tumori, ma io non intendo accreditare chi si macchia di millantato credito, aggravato dall’affermazione che, se avanzeranno dei fondi, saranno devoluti in beneficienza”.
“Che poi mi fa ridere: Associazioni Rivoltane voleva raccogliere i fondi per sistemare la Sala Ariston e poi non dispone neanche di 5.000 euro per pagare un ricorso al Tar?”, scherza, sempre più sconcertato.
Intanto il Comitato non demorde.
“Noi non vogliamo un condominio in centro storico”, dicono i suoi rappresentanti.
“Ormai la Sala Ariston è venduta - commenta il sindaco - E non vi sono materie riguardo l’iter svoltosi per l’aggiudicazione che comportino alcun appiglio che consenta un intervento dal parte del Tar, che ha competenze bern specifiche. Io comunque il ricorso non l’ho visto”.

Silvia Tozzi

Il sindaco di Rivolta d’Adda, Lamberto Grillotti, ha ricevuto nei giorni scorsi il testo del ricorso al Tar che il comitato Salviamo la Sala Ariston ha fatto stendere al proprio avvocato chiedendo la sospensiva dell’avviso di asta pubblica del 30 maggio per la vendita dell’ex cinema Ariston, avvenuta a inizio luglio con l’aggiudicazione da parte dell’unica ditta partecipante all’asta, la Im.Com, Sviluppi Immobiliari di Peschiera Borromeo (ditta del gruppo Gdm).
Nel ricorso si legge tra l’altro che la gara è basata su una valutazione di valore della Sala eccessiva (pare che il tecnico che l’ha stesa farà causa al Comitato) e che questo elevato valore di partenza ha di fatto interdetto la possibilità di partecipare ad altre agenzie, lasciando il campo libero a Im.Com.
Il valore a base d’asta era di 1.008.520 euro, ovvero 190 euro a mc. L’offerta è stata di un milione e 50 euro.
Nel ricorso si dice anche che la Sala Ariston è in centro storico, quindi sarà soggetta a un piano di recupero per realizzare le abitazioni concesse (si pensa a un edificio su tre piani, con, al piano terra, uffici) e “i piani di recupero non consentono l’abbattimento dell’esisente”, dice l’avvocato. Cosa invece prevista in questo caso. E si fa notare che la ricostruzione concederà 810 mc di edificato in più rispetto alla volumetria attuale.
Inoltre, si fa presente come la variante secondo Legge 23 usata dall’amministrazione Grillotti per cambiare destinazione alla Sala non sia corretta, secondo i ricorrenti.
Il sindaco Grillotti ha già consegnato le proprie memorie allo Studio Santamaria che si occuperà della difesa.
L’istanza sarà discussa a fine mese in Tribunale a Brescia.
Il primo cittadino è sempre più scocciato. “Questo ricorso elenca bugie ed inesattezze. Ad esempio, la variante secondo Legge 23 non è stata eseguita, come si dice qui, per inserire la Sala Ariston nel centro storico: c’era già e già su di lei valevano le regole che sono estese a tutto il centro. La variazione è stata fatta per consentire di realizzare abitazioni sul lotto. Il comitato e il suo avvocato sono disinformati o in malafede”. Allo stesso modo, la costrizione a 3 piani e i metricubi in più realizzabili (i famosi 810 mc) per un totale di edificazione pari a 5.308 mc, comprensivi di box (due dei quali saranno ceduti all’amministrazione comunale) è, dice Grillotti, consona e coerente con i parametri previsti dalle Nta e dal Pgt, “norme che nessuno ha mai contestato”.
“Nel ricorso al Tar ho ravvisato contenuti lesivi dell’immagine dell’amministrazione, della professionalità del tecnico che ha steso la perizia privata, della ditta partecipante e, ultimo ma non ultimo, il tentativo di ledere la moralità e l’onestà del sottoscritto”, spiega Grillotti. “Non ho intenzione, e già l’ho detto nell’assemblea pubblica di giugno, di stare più a guardare. Mi farò da parte perché tutti gli attori aprano a latere procedimenti penali e civili nei confronti dei componenti del comitato e del legale che si è permesso di redigere un ricorso amministrativo non riferendosi alle norme e alle leggi come è normale che sia, ma spaziando liberamente con la fantasia, facendo insinuazioni che da parte mia non possono non essere perseguite dai soggetti destinatari degli strali di questo avvocato”.
In particolare, Grillotti si riferisce a dove “si insinua una verosimile speculazione edilizia, facendo un processo alle intenzioni non ancora ammesso dalla giurisprudenza”.
E anche dove si legge, cita il sindaco, che la vendita sarebbe una “soluzione molto redditizia sia per il comune di Rivolta d’Adda sia per l’impresa aggiudicataria. Il che poteva bastare, ma la voglia di denigrazione è tanta e tale che non si è resistito all’inciso: E sul punto non aggiungiamo altro... Ora il comitato e il suo legale dovranno aggiungere prove al momento opportuno”.
Secondo Grillotti, il comitato “ben sapeva che si sarebbe proceduto con una denuncia di diffamazione, tant’è che ora non è più Associazioni Rivoltane che porta avanti la pratica per salvare la Sala Ariston, ma questo comitato. Perché? Perché un’amministrazione non può erogare contributi alle associazioni con cui ha una procedura legale in corso”.

Silvia Tozzi

Ivan Losio, vicesindaco di Rivolta d’Adda, spiega che “nonostante io stesso mi senta molto legato alla Sala Ariston, costruita l’anno in cui sono nato e che, come volontario della Parrocchia e chierichetto, tante volte ho pulito, tanto da conoscere ogni singola piastrella del suo pavimento, dico che si deve andare oltre ai sentimentalismi e metterla”.
L’invito, rivolto alle Associazioni Rivoltane, è chiaro: inutile cercare di non far mettere all’asta la Sala Ariston, meglio pensare a cosa fare della sala polifunzionale che l’amministrazione intende realizzare con quanto sarà introitato dalla vendita dell’ex cinema, chiuso dal 1984.
“La Sala Ariston è molto grande, 600 posti, e centrale, e tutti noi abbiamo ricordi legati ad essa, ma è innegabile che non sia più a norma e che dopo tanti anni in cui è rimasta chiusa gli interventi che vi andrebbero effettuati sarebbero ciclopici. Invece, una sala nuova, come quella che vogliamo realizzare sopra la mensa scolastica e la sede di Camminiamo Insieme, sarà molto più funzionale e subito agibile. Oltre al fatto che quella scelta comporta la possibilità di dare una sede, e quindi permettere di accreditarsi in Regione, a Camminiamo Insieme”.
Losio ricorda anche come “quando la Sala Ariston fu chiusa perché inagibile, sia io che Claudio Pellegrini, che ora coordina il movimento che chiede che la Sala Ariston non sia venduta, eravamo nel Consiglio Pastorale. Io lottai perché il cinema, cui ero legato da tantissimi ricordi nonostante la mia giovanissima età, restasse aperto. Lui no. Allo stesso modo, così andò quando si decise di liberarsi della Sala Manzoni. Non posso dargli torto”.
“Se ai tempi la Sala Ariston non serviva, se non è servita negli ultimi 25 anni, se non è servita quando l’amministrazione l’ha acquistata, perché serve ora? E perché Associazioni Rivoltane dice che ora la sala è nostra? Lo era anche prima, quando era di proprietà della Parrocchia. E che anzi ancor più a ragione avrebbe potuto esserlo, perché, se fosse rimasta della Parrocchia, sarebbe stato più semplice trovare il denaro necessario o i modi adatti per ristrutturarla e metterla a norma. Piange il cuore anche a me, in quella sala ci sono cresciuto, ma veramente si deve guardare all’utilità del paese, e l’utilità è quella di avere un edificio nuovo, funzionale e a noma con la sede dei Camminiamo Insieme, la sala polivalente per le associazioni e la mensa. Iniziamo a pensare come gestire la sala una volta che l’avremo, invece di rimpiangere la Sala Ariston”.
L’ex cinema sarà messo all’asta in novembre. Si aspetta l’approvazione del Piano di Governo del Territorio di Rivolta d’Adda il prossimo 30 ottobre, quindi sarà creato un bando di gara unico per l Sala Ariston e per i terreni di proprietà comunale (cui con il Pgt viene cambiata la destinazione d’uso) di via Foscolo.
Le due entrate serviranno, insieme, a finanziare la costruzione della mensa con la sede dell’associazione e la sala polifunzionale. Le Associazioni Rivoltane da sabato pomeriggio di fronte alla chiesa raccolgono le firme per chiedere all’amministrazione di non vendere la Sala Ariston.

Silvia Tozzi

Rendere gli Oneri già spesi. Questa la richiesta presentata ora formalmente da Im.com, la società che ha acquistato il Cinema Ariston e in cui avrebbe dovuto realizzare delle abitazioni. In particolare. GDM, titolare della palazzina, ha chiesto all’amministrazione la restituzione di 180mila euro di Oneri di Urbanizzazione, già versati (e già spesi) per la realizzazione delle case. Dato che le case non ci saranno, GDM rivuole i suoi soldi. Non saranno ovviamente realizzati neppure i due garages, per un valore da 50mila euro, che sarebbero stati ceduti all’amministrazione. GDM ha chiesto di scalare il valore dell’opera dai 180mila euro (cosa che il legale dell’ente ha sconsigliato di fare). L’amministrazione sta valutando il da farsi.

Im.com si aggiudicò la Sala Ariston con un milione e 50 euro. La Im. Com è stata costituita nel 2001 ed è la società di riferimento per il Gruppo Gdm Holding Spa nell’ambito del settore sviluppi immobiliari. In via Tre Gozzi si dovevano realizzare 5.308 mc di residenziale su tre piani, con box (due dei quali sono quelli che dovevano essere ceduti all’amministrazione comunale).

Silvia Tozzi


Note: Fonti del materiale: La Provincia - Quotidiano di Crema e Cremona, Cremaonline, La Cronaca, Blog Alto Cremasco
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