Esiste, è ufficiale, la Consulta Interprovinciale Trasporti della Rivoltana, che si riunisce presso il municipio di Rivolta d’Adda. L’istituzione è avvenuta venerdì sera in un incontro assai partecipato dove, tutto sommato, l’unico comune assente era Agnadello. Tra i presenti, Cassano d’Adda, Melzo, Liscate, Vailate, Trescore Cremasco, Pieranica. C’era il consigliere provinciale cremonese Pierluigi Tamagni (Pd), in sostituzione di Agostino Alloni (in ospedale a Reggio Emilia), il sindaco di Rivolta, Lamberto Grillotti (An) e i componenti della Commissione Comunale Trasporti e Mobilità, Angelo Pasqualini (per la minoranza), Pier Paolo Raimondi Cominesi (assessore comunale ai trasporti e alla mobilità), Luigi Cei (presidente della Commissione) e Claudio Vianini di Liscate, attuale portavoce del Comitato Utenti Interprovinciale. Sul tavolo, molte proposte ma, al momento, soprattutto il desiderio di confrontarsi e di ottenere quante più informazioni possibile.
Alcune scoperte sono state importanti e, in alcuni casi, sconcertanti. Ci si riferisce soprattutto alla testimonianza resa da Stefano De Marchi di Melzo, che ha raccontato lo stato di abbandono della ferrovia della città, vissuta con senso di pericolo dai fruitori, sprovvista di biglietteria, su cui circolano pochi e obsoleti treni. “Alla Regione interessava fare l’alta velocità a Melzo. Il potenziamento ferroviario è stato promesso, ma, di fatto, mai mantenuto, percui fate attenzione”.
L’assessore si riferiva soprattutto a quanto affermato dal sindaco di Cassano d’Adda, Edoardo Sala (Pd), che si è dimostrato desideroso di potenziare la propria stazione ferroviaria, prospettiva vista con favore anche dagli amministratori rivoltani, che gradirebbero la realizzazione a Cassano di un’area di interscambio, che, in realtà, è da tempo paventata ma lontana a venire. “Cassano sarebbe molto comoda - ha ammesso Raimondi Cominesi - però per ora non possiamo pensare di assestare i nostri pendolari su Cassano d’Adda: la strada per arrivarci è stretta, trafficata, la stazione piccola e non fornita. Quando sarà rimessa a nuovo e attrezzata, e ci sarà il Passante, invece, le cose cambieranno”.
Dapprima Tamagni ha spinto perché anche Rivolta d’Adda si aggreghi al cordone muccese che chiede l’istituzione di un bus navetta da Bagnolo, Vaiano, Monte, Crespiatica e Dovera verso la stazione di Lodi, dove, da dicembre (doveva già essere attivo a giugno), col Passante partirà un treno ogni mezz’ora. La sovrapposizione di due linee suburbane realizzerà corridoi di tipo metropolitano con frequenze fisse di un treno ogni 15 minuti. L’aggiunta di una terza linea S in sovrapposizione permetterà di ottenere corridoi a frequenza di un treno ogni 10 minuti. La proposta non ha avuto alcun successo. I rivoltani non gravitano su Lodi e non concepiscono di farlo, stando a dieci minuti da Treviglio, dove c’è una stazione dove passerà a sua volta il Passante (S5 nelle ore di punta ed S6).
Le proposte però erano contrastanti, anche perché per i milanesi recarsi a Treviglio non è conveniente (in un sondaggio, il 40% degli utenti del servizio pullman chiedeva l’attestazione a Treviglio, ha ricordato Cei). Meglio arrivare a Gessate. Per quanto, l’idea di chiedere, almeno per il cremasco, meno autobus della Linea 31 per Milano e più navette per Treviglio pare l’ipotesi più accettabile. Al momento si vedrà come procedere per ottenere uno studio sul traffico verso Milano sulla Rivoltana, un altro sull’opportunità di utilizzare il ferro verso Milano, fissare un incontro in Regione Lombardia per chiedere il biglietto unico, incontrare, in settembre (alla prossima riunione del Comitato), l’assessore provinciale ai trasporti Alloni perché si prenda a cuore la questione, dato che il trasporto su gomma è in carico a lui e si vorrebbe ottenere che Adda Trasporti (Massimo Vailati di Vailate, Giuseppe Mazzini di Pieranica e GianMario Mazzini di Trescore Cremasco hanno espresso molte perplessità all’idea di collaborare con Adda Trasporti. Come ha dichiarato Vailati: “L’azienda non dà collaborazione vera o risposte fattive”) realizzi le corse di navetta. Infine, scoprire quali sono i programmi di Rfi riguardo i passanti.
“Lavoriamo tutti assieme. Solo così potremo ottenere, come ha fatto il Comitato per la Paullese, la risoluzione del nostro problema”, ha proposto Pasqualini.
Note: Articolo a cura di: Silvia Tozzi
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