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Rapina in una cascina di Rivolta d’Adda

Il proprietario colpito con il calcio della pistola davanti al figlio di 11 anni. C’erano altri due rapinatori, uno armato. Hanno rubato 4 mila euro e sono scappati. La caccia dei carabinieri
  • Pubblicato in data: 08/02/2009
  • Fonte: Crema On Line

Rapina in una cascina di Rivolta d’Adda. Il casolare si trova sulla strada che collega Rivolta con Agnadello. Il proprietario, un artigiano edile, era in cucina con il figlio di 11 anni quando i banditi sono piombati in casa. La moglie era uscita subito dopo cena. I rapinatori erano in tre, a volto coperto, con due pistole. L’artigiano ha sentito il rumore provenire dall’altra stanza, credeva che la moglie fosse rientrata prima del previsto. Ma non ha fatto in tempo a muoversi che si è trovato i banditi addosso. Uno gli ha dato subito una botta in testa con il calcio della pistola. L’uomo è caduto a terra, l’altro l’ha obbligato a rialzarsi e gli ha detto di tirar fuori tutti i soldi che c’erano in casa. Nel frattempo un complice teneva per le spalle il bambino di 11 anni. Il terzo complice, senza aspettare la reazione dell’artigiano, ha iniziato a rovistare nei mobili alla ricerca di gioielli e contanti.

L’artigiano ha fatto capire ai banditi che avrebbe dato i soldi se non avessero fatto del male a suo figlio. Il capo dei rapinatori parlava attraverso la maglia del passamontagna. Le sue parole erano in un italiano stentato. Il suo accento era balcanico. Alla fine i rapinatori hanno preso 4 mila euro in contanti da un armadio. Subito dopo hanno chiuso a chiave il padrone di casa e il figlio nel bagno. L’uomo e il bambino sono rimasti immobili fino a quando non hanno sentito più rumori. Poi l’artigiano ha preso il cellulare e ha chiamato il 112.

I carabinieri si sono precipitati alla cascina. Diversi equipaggi dei carabinieri di Rivolta e del nucleo radiomobile. È partita immediatamente la battuta per intercettare i tre banditi. Le ricerche sono andate avanti fino alle quattro del mattino. Il capitano Antonio Savino ha mobilitato anche gli investigatori del nucleo operativo che hanno eseguito un lungo sopralluogo nel casolare. Ma i rapinatori non hanno lasciato impronte digitali. Per tutto il tempo in cui sono rimasti dentro la casa hanno usato i guanti. L’artigiano è stato accompagnato all’ospedale di Crema dove è stato medicato. La ferita alla testa era superficiale ma perdeva sangue.

"I miei uomini sono al lavoro, ho impiegato tutte le risorse disponibili" ha detto il capitano Savino, "ora dobbiamo cercare di capire se si è trattato di un’azione occasionale, oppure se è stata premeditata. Se era insomma un attacco preparato oppure il casolare è stato scelto a caso. Stiamo raccogliendo tutti gli elementi utili alle indagini".


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Note: Articolo a cura di Roberto Bettinelli
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