Martedì sera in consiglio comunale è stata presentata una variazione di bilancio con modifica al Piano Triennale delle Opere Pubbliche finalizzata a inserire tra le opere da realizzarsi il prossimo anno la mensa scolastica, con sede di Camminiamo Insieme e Sala Polivalente, nei pressi del cortile delle scuole. “Perché possiamo procedere con l’iter finalizzato a realizzare la nuova mensa, un’opera necessaria e non più prorogabile, abbiamo dovuto effettuare queste variazioni sul Triennale”, ha spiegato il sindaco, Lamberto Grillotti.
Come ha spiegato l’assessore al bilancio Pier Paolo Rimondi Cominesi, “i proventi per permessi a costruire non sono in linea con le previsioni di bilancio 2009 e con la programmazione iniziale (ricordo che proventi per permessi a costruire previsti nel bilancio di previsione 2009 erano di 602.000 euro, di cui a copertura della spesa corrente 401.000 euro), si ravvisa la necessità di procedere ad una parziale modifica delle iniziali modalità di finanziamento delle spese correnti, utilizzando all’uopo i contributi Ato per effettuare la manovra correttiva che, in sostanza, abbassa il disavanzo fra entrate correnti e spese correnti da 401.000 euro a 307.000 euro. Questo importo sarà quindi coperto con parte dei proventi per permessi a costruire (massimo 50% + 25% solo per manutenzioni ordinarie del totale dei proventi di costruzione) e per l’eventuale ulteriore differenza dall’avanzo di amministrazione”.
La variazione ha anche comportato la decisione di mettere in vendita 9.080 mq di terreni di proprietà dell’amministrazione (di cui 8.145 in via Foscolo, 935 in via Tre Gozzi) per ricavare i previsti 1.000.000 euro per finanziare la realizzazione del nuovo edificio. I campi di via Foscolo diverranno edificabili. I 935 mq di area in via Tre Gozzi (da cui si spera di ottenere, tramite vendita all’asta, 373.000 euro) sono la Sala Ariston, acquistata dell’amministrazione Mondonico e presto in vendita. Si pensa di cederli entro ottobre di modo da poter dare il via libera ai lavori della Mensa in primavera.
Il gruppo di minoranza, soprattutto per bocca di Milo Carera (Pd) si è espresso con decisione contro il provvedimento di vendita, che - ha detto Carera - “richiede un sacrificio forte da parte di tutti i rivoltani, che già hanno dovuto vedere inserita tra le entrate l’Addizionale Irpef, per volontà di questa amministrazione, facendo un ulteriore sacrificio”.
Grillotti, per conto suo, ha risposto più o meno la stessa cosa già detta alle associazioni rivoltane la scorsa settimana: “Non si ragiona con il cuore. La Sala Ariston ha certo un valore emotivo per tutti noi. Ma è chiusa da 28 anni, con grossi problemi anche solo per la messa in sicurezza, tali da richiedere almeno una ulteriore spesa di 500.000 euro per essere rimessa a norma. E’ poco funzionale, piccola, senza posti auto. Dobbiamo alienarla per ricavare fondi necessari alla realizzazione di un’opera di maggiore importanza: una mensa per i nostri figli”. “Non ci sono alternative. Però, se sono così incapace da non vederle, sarò ben lieto di ascoltarvi proporle: ditemi dove, con quali fondi e rispettando il Patto di Stabilità è possibile risolvere il problema mensa e della sede di Camminiamo Insieme senza vendere la Sala Ariston”. “Diversamente, si tratta di chiacchiere. Si devono fare delle scelte, e noi le stiamo facendo. Non solo: non è mai stata segreta la nostra intenzione di vendere la Sala Ariston per noi ritenuta non strategica e di costosa sistemazione e gestione. Quindi è inutile fare facili allarmismi. Se un privato acquistasse la Sala Ariston per riportarla al suo antico uso, non potrei accordare il permesso perché l’edificio non è dotato dei necessari standard, in particolare degli spazi parcheggio adeguati, per soddisfare le necessità che creerebbe. Infatti, non per nulla i cinema ora sorgono tutti fuori dai centri abitati: per reperire parcheggi”. Carera ha anche ricordato i materiali pregiati con cui è fatta la Sala Ariston: i soffitti in noce e i pavimenti di marmo. “Sarà un problema di chi acquisterà l’area decidere come liberarsene”, ha risposto Grillotti.
Nella zona ora Sala Ariston, saranno realizzate abitazioni per 7.000 mc. “Tutto come da indici del Piano Regolatore Vigente”, ha spiegato il sindaco. Le associazioni rivoltane, intanto, non si danno per vinte e sperano di convincere l’amministrazione a conservare la Sala, “uno spazio pubblico strategico che si può sfruttare secondo molte finalità”.
Note: Articolo a cura di Silvia Tozzi
Rivoltadadda.info © 2005/ - All Rights Reserved -
Privacy policy
Design by
W3layouts - Realizzazione:
ateRweb.