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La Sala Ariston sbarca in consiglio comunale

Il gruppo consigliare Insieme per Rivolta chiede un consiglio comunale straordinario per discutere delle istanze portate avanti da Associazioni Rivoltane
  • Pubblicato in data: 11/10/2009
  • Fonte: Blog Alto Cremasco

Il gruppo consigliare Insieme per Rivolta ha protocollato ieri la richiesta di convocazione del consiglio comunale straordinario per parlare della Sala Ariston. Lo stimolo è arrivato ai consiglieri da quanto stanno facendo le Associazioni Rivoltane, che hanno chiesto all’amministrazione comunale di non vendere la Sala Ariston, acquistata alla precendente amministrazione con l’intento di farne uno spazio polifunzionale per spettacoli e riunioni. Il sindaco, Lamberto Grillotti ha fatto sapere che purtroppo l’amministrazione ha alcuni investimenti da eseguire, per cui deve vendere il cinema per reperire i fondi necessari. Quindi, Associazioni Rivoltane ha presentato tre proposte finalizzate ad ottenere l’entrata necessaria senza vendere il cinema, alienando alcuni terreni di proprietà del comune in zona Ca’ Magna e a un prezzo più alto del previsto quelli di via Foscolo. A detta di Grillotti, la cosa è impossibile a farsi. “Dovremo addirittura mettere all’asta i terreni di via Foscolo a un prezzo inferiore rispetto a quello previsto - spiega l’assessore ai lavori pubblici Cesare Facchetti Banholzer - perché via Fiscolo è in zona esondabile, quindi non molto appetibile. Ci servono tutti i fondi possibili, quindi sia quelli previsti dalla vendita della Sala Ariston sia dai terreni. Però, se Associazioni Rivoltane vuole che la Sala Ariston resti tale e non diventi un condominio, possono partecipare all’asta e comprarsela. Poi potranno farne ciò che vogliono”.

Lunedì sera, le Associazioni Rivoltane si riuniscono in sede dell’Acli per definire il testo di una petizione popolare indirizzata all’amministrazione per chiedere che la Sala Ariston non sia alienata ma resti di proprietà comunale e venga riconvertita in uno spazio pubblico che loro si dicono disponibili a gestire. Intanto, Insieme per Rivolta vuole che la discussione si sposti in sala consigliare.

E’ stata richiesta la revoca di tutti gli atti connessi alla vendita, dalla variante al Pgt (con cui si definiva il cambio di destinazione d’uso della Sala, da cui è partita la trafila per la alienazione) all’elenco degli immobili comunali alienabili, quindi l’approvazione di una nuova delibera in cui vengano riviste, al rialzo, “come da mercato reale, le aree adibite a standard nell’ambito del Prg, in modo da ottenere dalla loro vendita una cifra superiore a quella prevista e pari a quella derivante dalla mancata alienazione della Sala Ariston; quindi l’approvazione di una variazione al bilancio comunale di previsione 2009 da cui risulti l’eliminazione dell’entrata di 375.000 euro prevista dalla vendita dello stabile Sala Ariston, con la sostituzione di detta cifra con quella derivante dalla vendita a prezzo aggiornato delle aree a standard in previsione di alienazione”.

Infine, la revisione del Piano Triennale delle Opere Pubbliche di Rivolta d’Adda per quanto riguarda il finanziamento e la realizzazione della Sala Polivalente.

“L’alienazione - spiega il consigliere Angelo Cirtoli - porterebbe alla perdita di un importante stabile che per la sua centralità si rivela essere fondamentale per l’offerta culturale del nostro paese”.


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Note: Articolo a cura di Silvia Tozzi
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