Lo ha scritto La Cronaca di sabato: indiscrezioni provenienti da più parti sostengono che il gruppo di maggioranza consiliare di Rivolta d’Adda (tutto facente riferimento al Pdl, più l’assessore Romano Ogliari, della Lega Nord) avrebbe firmato una lettera, suddivisa in due fogli, rassegnando le proprie dimissioni a meno che l’assessore ai lavori pubblici, Cesare Facchetti Banholzer, anch’egli facente parte del Pdl (è anche nel coordinamento provinciale), venga allontanato dall’incarico. E’ noto che, qualora tutti i consiglieri comunali (e questo sarebbe il caso, le dimissioni sarebbero di Ivan Losio, Marianna Patrini, Pier Paolo Raimondi Cominesi, Ogliari, Giovanni Sgroi, Stefano Regazzoli, Maurizio Roldi, Felice Bagnolo, Giovanni Cremonesi e Fabio Sabbia, quindi resterebbero in carica solo i cinque consiglieri di minoranza, il sindaco e Banholzer) rassegnino le dimissioni, spetta al Prefetto decidere il destino del consiglio. Le lamentele sull’assessore sarebbero numerose: non lavorerebbe in squadra e avrebbe causato qualche problema amministrativo. Queste le voci in paese, e a Cremona, negate compattamente dal gruppo consiliare. Gli amministratori che avrebbero firmato la lettera negano infatti con decisione.
“Qualcuno ce l’ha con noi e mette in giro voci tendenziose e false, cui speriamo nessuno creda”, ha commentato il vicesindaco Losio. Il sindaco, Lamberto Grillotti, con decisione rifiuta ogni illazione: lui non ne sa nulla e un’ipotesi simile lo sconcerta. “Sono sorpreso che girino queste voci. Impossibile che riguardino il mio comune: gli assessori li nomina il sindaco in base alle capacità e ad un rapporto fiduciario. Quindi non può il gruppo di maggioranza imporre al sindaco l’allontanamento di un componente della giunta, tantomeno imporre le dimissioni ad un consigliere legittimamente eletto dal voto popolare”. Secondo Grillotti, qualora un consigliere comunale, o un gruppo di consiglieri, avesse dei dubbi o delle remore su un collega, deve presentare mozione di sfiducia in consiglio, “venire in seduta e motivare e sostenere le proprie posizioni”. In ogni caso, non ci sarebbe nessuna lettera, o, quantomeno “io non ne so nulla”. Grillotti aggiunge che, se ci fosse, non solo sarebbe offensiva nei confronti di Banholzer, “assessore di esperienza, capace e sempre molto solerte”, ma anche nei confronti del sindaco stesso, perché “sarei posto sotto tutela, e non mi pare che il sindaco di Rivolta ne abbia bisogno”. In conclusione, Grillotti ammonisce: “Un assessore non chiede la testa di un altro. Si va avanti in gruppo, lavorando assieme, con ruoli prioritari in base alla competenza”. Chiude la sua intervista dicendo: “Io con l’overdose di democrazia ho finito”.
A Rivolta da molto si dice che l’attuale maggioranza correrà separata alle prossime comunali, nel 2011, con una lista di cui farebbero parte Losio, Patrini e Ogliari e una seconda con Banholzer e Grillotti. Anche questa voce sino a ieri non è mai stata confermata; anzi, Losio l’ha sempre smentita, dicendo che di elezioni e di compagini elettorali ancora non si è parlato. Ma Grillotti sbotta: “Sono stufo di certe situazioni e di certe voci. A volte penso sia il caso di procedere ciascuno per la propria strada, tanto, secondo la Finanziaria, i consiglieri comunali a Rivolta dalla prossima tornata elettorale potranno essere solo otto, per la maggioranza, ed una lista di otto si fa in pochi minuti”.
Si prospetta sempre più all’orizzonte la possibilità di avere tre liste, una con candidato Grillotti, ina con candidato Losio e una terza, di centrosinistra, con candidato Fabio Calvi. Questo a prescindere che la lettera di dimissioni che non esiste ci sia o meno.
É storia che, ad esempio, il collegio Rivolta d’Adda - Agnadello, alle provinciali, era stato promesso dal Pdl a Banholzer, che poi si è visto mettere in lista a Cremona e farsi soffiare il posto da Losio, che è ora presidente della Commissione Assistenza provinciale. Sono casi ed entrambi gli assessori hanno definito quanto accaduto un “calcolo politico del partito”. Intanto, Grillotti continua a meditare sulla possibilità o meno di mettersi in lista alle regionali con La Destra (il coordinatore Giorgio Zucchi era da lui anche ieri mattina), però sembrerebbe prevalere la scelta del no.
Grillotti non è stato molto bene negli ultimi tempi e, anche se si sta rimettendo a vista d’occhio, i suoi familiari non sono entusiasti della candidatura, motivo di stress per il senatore, che rischia di fare il mulo per raccogliere voti per altri. Grillotti si candiderà con La Destra solo se avrà la certezza di sedere in consiglio. Qualora venisse eletto, non si ricandiderebbe nel 2011.
Note: Articolo di Silvia Tozzi
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