Il centrosinistra rivoltano che guarda alle elezioni comunali del 2011 ha un nuovo interlocutore cui rapportarsi: Mino Melini, già nel Pci e nel Pd, e già consigliere alle politiche giovanili durante il mandato di Marta Mondonico (ma si è dimesso dopo poco più di un anno) e fondatore di Ildebranda. Melini sta aprendo, su mandato di Franco Bordo, il circolo di Sinistra Ecologia e Libertà di Rivolta d’Adda. Quindi, sarà chiamato dal centrosinistra rivoltano a collaborare alla lista che candiderà (si suppone, nulla è stato formalizzato) Fabio Calvi alla carica di sindaco.
“La voglia di tornare a far politica me l’ha data la giunta Grillotti, che ora guida il paese - spiega - In particolare il fatto che si sia deciso di vendere la Sala Ariston, cosa che non era nel programma di Grillotti, senza tener conto del volere popolare, rappresentato dalle associazioni del paese e dalle 2.300 firme raccolte affinché la Sala Ariston restasse ai rivoltani. Non mi è piaciuto come si è comportato a riguardo il centrosinistra, che non ha cavalcato la cosa e non si è fatto promotore di un quesito referendario in paese. Se perderemo la Sala (lo sapremo con la sentenza del Tar il 30 settembre) sarà anche responsabilità della minoranza consigliare”.
“Il centrosinistra si è appiattito sul Pd, che a Rivolta è sostanzialmente inesistente. Quando io ero nel Pc, Rivolta contava su circa 2.300 voti. Ora il Pd ne porta a casa 800. Io, con Sinistra Ecologia e Libertà, punto a recuperare tutti quegli elettori che hanno smesso, perché delusi, di votare a sinistra. Per creare il circolo lavorerò sui giovani, come ho sempre fatto, e non andrò a cercare vecchie glorie della politica”. Nonostante queste premesse, Melini spiega che “il Pd non è mio nemico. Io però sono più a sinistra del centrosinistra, e voglio costruire qualcosa di buono per il mio paese, come ho già fato in passato: i frutti del mio lavoro sono ancora visibili in paese. Costruisco, non demolisco e non ho mai lavorato contro nessuno. Mi piace lavorare sul sistema paese e non su questioni politiche di basso livello, voglio ragionare sul futuro di Rivolta. Per prima cosa cercherò i Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista, Idv e Sdi, con cui condividiamo l’idea di acqua come bene pubblico e possiamo essere uniti su quella battaglia”. Ispirazione per Melini è Vendola, e dal suo esempio lancia la proposta alla compagine che sta lavorando alla scelta del candidato sindaco: vanno fatte le primarie. “Il candidato individuato dal Pd, anche Calvi, qualora sia lui, pur essendo una persona che stimo moltissimo, deve sottoporsi alle primarie, fare un bagno di folla, dimostrare di avere il gradimento dei cittadini: si deve dare ai rivoltani la possibilità di fare politica partecipata. Per ora, se il centrosinistra si è trovato per definire la strategia elettorale, lo ha fatto al chiuso: nessuno sa che si trovano, non sono arrivati inviti alla società civile o alle associazioni per condividere un progetto mentre mi aspetto che sia il Pd, unico partito organizzato di Rivolta, a contattare gli altri partiti e le associazioni”.
Melini vuole che si torni ai partiti. Che la lista sia partitica (la presenza di indipendenti è però ben vista), con una giunta fatta da iscritti ai partiti “e, se si vuole metterci la società civile, che sia in quota Pd: io al mio posto non rinuncio”. Altro paletto che Melini mette riguarda “gli interessi. Io non voglio che immobiliaristi o urbanisti siano in lista o che collaborino con la stesura del programma: il gruppo che si candida deve essere libero e non dovere qualcosa a qualcuno in caso di vittoria”.
Le critiche all’amministrazione Grillotti sono parecchie. Di essersi chiusa in se stessa, di aver disincentivato associazioni e persone singole a lavorare per Rivolta (“Penso a Carla ed Emiliano Mondonico, che non fanno più Riolta Vecia a Sant’Apolonia. Persone come loro han fatto tanto e non sono più state aiutate a continuare su quell’interessante percorso che avevano gettato”). C’è, dice, un clima intimidatorio in paese: “Si minacciano continue querele, ma Grillotti non ha capito che il sindaco di Rivolta è sindaco di tutti: la sua cultura è quella della paura. A me non spaventa, ma a molti altri sì, che quindi non hanno lottato per i loro diritti”. Secondo Melini, poi, la giunta non ha fatto nulla: “Grillotti sarà ricordato come quello che ha fatto asfaltare da un immobiliarista via Galilei”.
Per quanto riguarda la Sala Ariston, Melini si sorprende che il parroco, Monsignor Alberto Pianazza, non si sia pronunciato sulla cosa. La Sala era parrocchiale. “Il parroco, con un gran lavoro di cucitura del Consiglio Parrocchiale e della ex giunta, ha venduto al comune perché esso aveva un fine sociale per la Sala. Ora quel fine viene disatteso, e il tutto si riduce a una speculazione edilizia. Perché don Alberto non parla? A questo punto, avrei preferito che la speculazione la facesse la Parrocchia”. “La Sala è solida. Va solo sistemata in materia di sicurezza. E sistemarla costa certo meno che fare una sala nuova. Camminiamo Insieme potrà trovare sede nella Sala Oriana Fallaci che, con uno spazio per spettacoli nella Sala Ariston, diventa superflua. E la mensa si va ad allocare dove ora si trova Camminiamo Insieme, all’interno della scuola elementare. Il tutto con una spesa minore e con una programmazione più intelligente, salvaguardando l’Area Scuole dall’ingresso di gente che con le scuole non ha nulla a che fare” (la sala polifunzionale che Grillotti ha in mente è vicinissima alle scuole, creerà “un’area mista, con gente che entra nell’Area Scuole) e mantenendo il centro vivo. Un’area con finalità ricreative e culturali come la Sala Ariston deve essere in centro, non in periferia. Non si deve svuotare il centro, decentrare servizi e attività ricreative, è un rischio troppo grande”.
Note: Articolo a cura di Silvia Tozzi
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