Non centra nulla il fatto che il sindaco, Fabio Calvi, sia un medico di base, però fa una strana impressione apprendere che sarà proprio Rivolta d’Adda il comune pilota nel cremasco per una iniziativa che volge alla sburocratizzazione: si potrà rivolgersi ain comune per la scelta o il cambio del medico curante, senza dover andare più all’Asl di Crema (che da Rivolta, non sembra, ma è lontana).
Per il comune è un impegno in più (le pratiche saranno seguite dall’Ufficio Servizi Sociali un giorno la settimana), ma per il cittadino sarà importante perché l’iniziativa comporta un notevole risparmio di tempo. I dipendenti comunali seguiranno la procedura utilizzando sistemi informatici messi a disposizione dalla stessa Asl.
Per ora si è firmato il protocollo e trovata un’intesa, quindi si appronterà il servizi con la formazione del personale e quindi il via, in autunno. Per garantire il servizio ma non pesare tropo sul personale, si è deciso che le pratiche saranno presentabili in comune un giorno a settimana e in un orario da definire, al fine di facilitare l’organizzazione dell’iniziativa.
Per quello che riguarda, però, la revoca del medico di base, i cittadini dovranno continuare a recarsi a Crema.
L’assistenza ai cittadini è quindi al momento parziale, perché si può fare solo per i nuovi arrivati in paese, che quindi non hanno un medico, o per chi deve cambiare perché il titolare del servizio va in pensione (se uno dei professionisti in servizio a Rivolta, sei in tutto, ovvero, oltre a Calvi, Francesca Biella, Emanuele Cassarà, Anna Giavardi, Stefano Regazzoli e Giorgio Zucchi, fosse messo in pensione, il servizio sarebbe potenziato per far fronte al boom di richieste).
Note: Articolo a cura di Silvia Tozzi
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