La navetta Rivolta Treviglio è stata una delusione.
Bosi, uno dei pendolari che si reca quotidianamente a Milano (in treno, tornando in pullman la sera) ha spiegato durante l’incontro pubblico di giovedì sera a Rivolta d’Adda che “noi volevamo proprio una navetta, che andasse e venisse continuamente da Treviglio. Invece il servizio istituito è partito zoppo con solo una fermata a Rivolta, di fronte la Posta (la fermata più richiesta è invece quella all’edicola) e orari non confacenti alle esigenze dei pendolari, e spesso neanche agli orari dei treni”.
Gli altri due comuni coinvolti nel servizio, che Adda Trasporti, una volta concessa la navetta a Rivolta, ha deciso di coinvolgere, sono stati inseriti nel progetto solo nell’ultima fase, e hanno appreso che il pullman sarebbe passato da Pandino e da Spino solo a cose fatte, per cui non hanno fatto pubblicità tra la gente. Arrivando quindi ai dati catastrofici che il direttore di servizio di Adda Trasporti Corrado Bianchessi ha elencato.
La navetta è partita il 19 marzo, trasportando mediamente 3,8 persone al giorno da Rivolta, 0,6 da Spino d’Adda e nessuno da Pandino. In generale, da Rivolta passano la linea 31 per Milano ( 115 passeggeri medi in punta, 47 in morbida; la linea 32 per Crema con 132 in punta e 6 in morbida; la linea 33 per Treviglio con 178 in punta e 17 in morbida; il totale è 425 passeggeri in punta e 70 in morbida) con il 47% sulla 34 con un totale di 6.762 trasportati. La 31 per Milano porta l’8% dei passeggeri totali, 1.150 passeggeri al giorno.
Le linee di Adda Trasporti meno frequentate sono la 29 (Campagnola), la 35 (Dovera, Lodi), la 35 (Treviglio), la 28° (Lodi, Crespiatica, Bagnolo), con meno di 200 passeggeri. Tra le più usate, quelle per Milano passando da Pandino (307 passeggeri medi) o da Spino (300). Secondo un sondaggio effettuato tra 1.737 passeggeri e contestato dai pendolari presenti, il 60% dei pendolari sono donne, uno su quattro è uno studente, il 35% è un lavoratore dipendente. Diverse posizioni si sono confrontate in una serata che poco o nulla ha alla fine detto della navetta (ma parte che, dopo la pausa estiva verrà riorganizzata, come servizio a chiamata): Si è capito che molti servizi saranno tagliati e sostituiti da servizi a chiamata. Per il consigliere regionale Agostino Alloni, vanno tagliati autobus e aumentati i treni. Va ridotto con la forza il flusso di traffico, che riduce l’inquinamento, diminuisce l’incidentalità, il rumore, migliora la qualità della vita.
“Dobbiamo investire di più per aumentare il numero delle persone trasportate”. “La dorsale del trasporto è il ferro e la gomma alle stazioni deve portare. Tagliamo le corse, riduciamo i costi e reinvestiamo il risparmio. La lotta attuale deve essere quella del biglietto d’area, che abbasserà i costi”. L’assessore provinciale Giovanni Leoni è stato rassicurante, ha avanzato l’ipotesi che la coesistenza dei due servizi (la gomma verso Milano e quella verso Treviglio) abbia disincentivato i pendolari dall’usare il servizio nuovo, ma ha detto di non sentirsela di costringerli alla scelta. Quasi impossibile comprendere le risposte del tecnico provinciale Maurizio Rossi, che è riuscito a parlare un quarto d’ora in risposta alla domanda su dove sarà la nuova fermata capolinea della linea 31 a Milano senza dire DOVE sarà. Ha comunque puntualizzato che un biglietto della navetta di fatto avrebbe il costo effettivo di 25 euro a persona, visto che nessuno utilizza il servizio. “Mi felicito che la navetta non verrà soppressa – ha spiegato il sindaco Fabio Calvi – Per me, alla lunga funzionerà e prenderà piede. Non dimentichiamo che i nostri questionari, per capire l’interesse del servizio, avevano dato un risultato importante”. Presenti, tra il pubblico, Paolo Riccaboni, sindaco di Spino, e Fabio Fornoni, assessore all’urbanistica di Pandino.
Note: Articolo a cura di Silvia Tozzi
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