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Studi sullo stato dell’Adda

L’ing. Malerba sta valutando l’impatto dell’abbassamento della briglia
  • Pubblicato in data: 31/07/2012
  • Fonte: Blog Alto Cremasco

Di recente, l’ingegner Pier Giorgio Malerba ha ricevuto dall’Aipo, come anticipato in un’assemblea pubblica svoltasi a inizio anno a Rivolta d’Adda, le relazioni idrologiche e lo studio idrico dell’area del fiume Adda a Rivolta d’Adda. Gli serviranno per stendere la valutazione dell’impatto di un eventuale abbassamento della briglia in Adda sulle fondazioni del ponte della Rivoltana. Se i risultati saranno che l’impatto sarà nullo, la briglia sarà abbassata usando i 400mila euro resi disponibili dall’Aipo regionale, responsabile di progetto e lavori; se invece Malerba riterrà che il ponte è a rischio, la briglia resterà com’è e l’Aipo progetterà altri interventi.

Il tutto in concertazione con la Provincia di Cremona e l’amministrazione comunale rivoltana. Si tratta di una difesa attiva al paese, che in ogni caso è già in sicurezza e una nuova inondazione è altamente improbabile (ovviamente dipende sempre da che portata d’acqua arriverà a Rivolta. Nessuno garantisce nel caso di uno tsunami).

L’assessore Milo Carera spiega che all’indomani dell’alluvione del 2001, lui e i tecnici Paolo Faccà e Vittorio Stepparola hanno steso uno studio su tutto lo stato del fiume nel suo percorso a Rivolta, individuando i punti delicati o compromessi ed intervenendo per il loro ripristino e messa in sicurezza. Tra questi interventi, quello al Cavetto, la rettifica di due curve alla cava De Poli, si sono rincalzati i pennelli al Cavetto, ricostruito l’argine alla Faccendina (dove il fiume è uscito), abbassata la briglia nei pressi del Ponte Vecchio, che ai tempi era ancora in piedi. L’Adda è poi stata dragata due volte, sono stati tolti inerti per più di 100mila mq.

Carera assicura che amministrazione e Aipo continueranno a vigilare perché le opere lungo il corso del fiume continuino ad essere in ottimo stato e funzionali. “In questo senso, per garantire funzionalità, si interverrà anche sulla curva del Cavo Carini, dove il fiume non è mai uscito, ma che va mantenuta funzionale”.

La Regione Lombardia, come di recente ha ribadito anche l’assessore Daniele Belotti, ha messo a disposizione 900mila euro per realizzare una difesa passiva: l’arginatura a nord dell’abitato, dalla strada vecchia per Cassano d’Adda alla casa dei De Poli. Si tratta di realizzare in questa linea un argine alto un paio di metri, su cui dovranno passare le auto, e che coinvolga anche le rogge con un apposito sistema di chiuse. Se il fiume uscirà, non passerà questa barriera. Ci sono studi e espropri da fare. Al momento si è in una fase di progettazione.


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Note: Articolo a cura di Silvia Tozzi
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