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Referendum comunali

Firme per chiedere il referendum: esposto di Melini
  • Pubblicato in data: 10/11/2012
  • Fonte: AltoCremasco.it

Il consiglio comunale di Rivolta d’Adda ha deliberato di modificare lo statuto comunale al fine di permettere l’indizione di un referendum in caso esso sia richiesto da “un numero di elettori residenti, non inferiore al 25% degli aventi diritto al voto”. i referendum saranno consultivi sulle materie di competenza comunale. Lista per Rivolta - il gruppo di centrodestra – ha proposto, tramite il capogruppo Marianna Patrini, di richiedere l’appoggio del 30% dei cittadini. Mino Melini di Rivolta delle Idee voleva bastasse l’appoggio dl 5% degli elettori. Guido Corsini di RivoltiAMO il 20%. Si è quindi optato per la via mediana del 25 percento, stante che – come ammette lo stesso sindaco Fabio Calvi, “il 5% è un limite troppo basso: faremmo referendum tutto il tempo e non dobbiamo dimenticare che essi hanno un costo che ricade su tutti i cittadini”.

Il 25% della popolazione (votante) a Rivolta è di circa 1.800 elettori. Un numero che lo stesso Calvi ammette sia alto.

La storia però insegna: le firme raccolte per chiedere si bloccasse la vendita della Sala Ariston, ignorate dall’amministrazione guidata da Lamberto Grillotti, erano 2mila. Quindi il tetto fissato è coerente con la storia recente del paese.

Rivolta delle Idee ha interessato il prefetto Tancredi Bruno di Claraford alla questione. “Abbiamo dovuto insistere un anno per avere un regolamento comunale per lo svolgimento di petizioni popolari (la prima mozione di Rivolta delle Idee in cui si parla dell’argomento risale all’agosto 2011). Finalmente l’argomento viene portato in consiglio comunale dalla maggioranza e di cosa si va a parlare? Di modificare lo statuto circa il numero di firme necessarie per avviare la consultazione popolare”, lamenta Melini. “Prima di create il regolamento è necessario modificare lo statuto cui il regolamento farà riferimento. E’ un passaggio logico e obbligato”, chiarisce Calvi. “In più, la modifica statutaria proposta dal gruppo consiliare RivoltiAMO approvata dal consiglio comunale (con il nostro voto contrario) ha aumentato il numero minimo di firme da raccogliere per poter indire i referendum popolari su tematiche locali, portando il minimo da 350 a oltre 1.500″, puntualizza Melini.”Per fare un paragone facile facile, sapete in quale altro comune della zona servono 1.500 firme? Crema. Sapete quanti sono gli abitanti dei due comuni? Rivolta d’Adda conta 8.056 abitanti; Crema 34.414. La media prevista da quasi tutti i comuni per la raccolta firme oscilla tra il 3 percento e il 5 percento. A Rivolta la si è alzata al 20 percento. Alla faccia della partecipazione!”

C’è però da aggiungere per correttezza che la maggior parte dei comuni non prevede indizione di referendum cittadini e che nessuno di essi (nell’Altocremasco) dispone di un regolamento a riguardo. Rivolta d’Adda sarà uno dei pochi ad averlo, una volta che l’iter sarà ultimato.

Di recente, il prefetto ha contattato il sindaco per chiedergli delucidazioni sul fatto segnalato da Rivolta delle Idee.


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Note: Articolo a cura di Silvia Tozzi
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