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L’alluvione del 2002: cosa è cambiato?

Sono passati dieci anni e il fiume ora è sicuro
  • Pubblicato in data: 03/12/2012
  • Fonte: Alto Cremasco.it

Recentemente, l’assessore ai lavori pubblici di Rivolta d’Adda, Franco Carera, si è recato, assieme a Marco la Veglia di Aipo e a Pier Giorgio Malerba, che sta studiando la possibilità di un intervento di abbassamento della briglia in Adda, si sono recati a Cremona per un incontro preliminare di presentazione dei primi risultati dell studio di Malerba.

Lo studio, che si sperava sarebbe stato consegnato in primavera (scorsa) non è ancora ultimato ma è in dirittura d’arrivo. Malerba ha chiesto di avere delle fotografie subacque del Ponte, che saranno realizzate in dicembre da Angelo Foglio, coordinatore della Protezione Civile La Torre e sub. “Ma in realtà si sa già quale sarà il responso di Malerba”, confessa Carera.

La risposta sarà no. A sorpresa, infatti, non sarà possibile intervenire abbassando la briglia, quantomeno non troppo, perché la stabilità del Ponte può essere messa in discussione. “Per me è prioritaria l’attenzione al Ponte, che tra l’altro percorro tutti i giorni per andare a lavorare, ma che, scherziamo?”, dice Carera. Quindi si proporrà alla Provincia di intervenire a consolidamento del Ponte e in un secondo momento si abbasserà la briglia. Ovviamente queste sono solo supposizioni, per quanto fondate. Lo studio di Malerba sarà completato a breve e Carera si è impegnato a presentarlo alla cittadinanza in un incontro pubblico che si svolgerà probabilmente in dicembre.

Oggi sono dieci anni dall’alluvione del 2002.

L’Adda è decisamente più sicura. Non ci sono più state esondazioni, le sponde e gli alvei che dieci anni fa erano deboli sono rinforzati, monitorati e sicuri. Resta in Carera l’amarezza per il dramma che è ancora vivo nel cuore dei rivoltani. “Io non credo si sarebbe potuto evitare quell’episodio, a meno ovviamente di fare un lungo lavoro di messa in sicureza, quello che si è fatto dopo. In ogni caso l’impegno è stato di mettere in sicurezza il paese e ora i rivoltani non devono temere”. Per abbassare la briglia sono stati messi a disposizione 400mila euro.

Altri 900mila euro sonpo stati stanziati dalla Regione per realizzare una difesa passiva: l’arginatura a nord dell’abitato, dalla strada vecchia per Cassano d’Adda alla casa dei De Poli. Si tratta di realizzare in questa linea maginot un argine alto un paio di metri, su cui dovranno passare le auto, e che coinvolga anche le rogge con un apposito sistema di chiuse. Se il fiume uscirà, non passerà questa barriera. Si è in fase di progettazione e qualche variante al progetto è stata proposta dalla stessa amministrazione.


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Note: Articolo del 26.11.12 a cura di Silvia Tozzi
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