Durante l’ultimo consiglio comunale di Rivolta d’Adda i capigruppo Franco Carera (RivoltiAMO) e Mino Melini (Rivolta delle Idee) hanno litigato abbastanza selvaggiamente. Tema del contendere, quello che più sta a cuore a Carera: l’Adda.
Melini ha spiegato di aver indagato sulla questione Adda scoprendo che non esistono presspo gli uffici comunali materiali e documenti a riguardo dal 2003. Per lui, di fatto, Provincia, comune, Regione e Aipo non hanno mai comunicato formalmente dal 2003 ad oggi. Allora Melini ha contattato SEL Lombardia, e ha ottenuto un incontro alla presenza di due consiglieri regionali del suo partito con l’Aipo, in seguito al quale 200mila euro (inizialmente stanziati – in una cifra totale di 700mila euro – per il comune di Sergnano ed il fiume Serio) sono stati riallocati su Rivolta: la cifra a disposizione del comune per i lavori di creazione dello sbarramento sono passati quindi da 900mila a un milione 100mila euro. E’ stato quindi Melini, con SEL, ad informare il sindaco di Sergnano della perdita del suo comune di 200mila euro.
Infine, Melini ha rimproverato Carera di aver promesso “inizio lavori per l’abbassamento della briglia entro marzo 2012" (non è vero, e Carera lo ha corretto: “Lei si sbaglia spesso”) e non aver ancora pronto neppure il progetto. Quindi Melini ha ottenuto dall’ingegner Mille dell’Aipo vari documenti relativi all’Adda (ad esempio, le convenzioni sottoscritte tra Ministero, Regione ed Aipo) e li ha protocollati oggi “perché siano a disposizione di tutti”. (Carera si è difeso spiegando che “io ho quello che arriva al comune!”).
“Lei – ha rimproverato Melini – non ci ha informati di nulla. Carera gestisce i rapporti in modo politico e personale, mentre vorremmo che la situazione si gestisse in modo tecnico e professionale. L’assessore Carera confonde i ruoli”. “Abbiamo inoltre saputo dai giornali che la briglia non potrà essere abbassata” (Altocremasco ha scritto che la briglia non può essere abbassata senza mettere prima in sicurezza il Ponte sull’Adda) “e invece sarebbe dovuto essere Carera a comunicarcelo”. Carera ha accusato Melini di voler “solo apparire” e gli ha comunicato che sta “travalicando ogni buon senso. Io ho portato Marco Laveglia di Aipo in assemblea a Rivolta, e tornerà qui il 5 febbraio. Lui è la persona che si occupa di questo settore, ed è il nostro referente. Non ho contatti politici, lo tengo pungolato perché ritengo sia lui che deve fare queste cose, non i nostri dipendenti Angelo Citto o Sara Magenis“. “Gli atti pubblici esistono: conferenze di servizio e convenzioni. In ogni caso, se Melini vuole sapere qualcosa, che chieda, come faccio io con il precedente assessore Cesare Banholzer quando mi servono informazioni, non vado da Gesù Bambino o dalla Madonna. Avevamo detto che ci sarebbe stato il secondo incontro con la cittadinanza entro dicembre 2012. Incontro leggermente in ritardi per via di Pier Giorgio Malerba, che ha concluso i suoi studi solo di recente”.
Infine, Carera ha sostenuto di non aver mai dichiarato che la briglia non può essere abbassata. Anche se ci sono giornali che “le cose le tirano fuori”. Ha puntualizzato: “Mi faccio un culo grosso così per l’Adda, in modo umano, non politico, per avere un risultato, mentre elini cerca solo di dardi lustro”. Melini si è difeso sostenendo che “Rivolta delle Idee è sempre sul pezzo”, ma Carera per tutta risposta lo ha canzonato, chiedendogli se crede che i 20mila euro in più sull’Adda li ha trovati lui stesso. “Non sono arrivati grazie a Carera”, ha risposto il consigliere. “Sono arrivati grazie a Laveglia, non grazie a te! Ha visto che avanzavano e li ha spostati”. “L’assessore regionale al territorio e all’urbanistica Nazzareno Giovannelli è stato interrogato dai consiglieri regionali per sollecitare un intervento a Rivolta. Io non ho fatto molto: ho chiamato il mio partito. Ma Carera, da parte sua, che ha fatto?”
Carera, ormai spazientito: “;Ma che ha fatto? Cosa c’entra il comune? Vai a chiederlo a Laveglia”. Le stesse cose che anni fa diceva il sindaco Lamberto Grillotti, e che Carera criticava. Il discorso è stato chiuso dal sindaco Fabio Calvi: “Punto, virgola, punto esclamativo”.
Note: Articolo a cura di Silvia Tozzi
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