Quando Cesare Prandelli e Emiliano Mondonico sono entrati nella palestra della scuola media di Rivolta d’Adda sono stati accolti da uno scrosciante applauso da centinaia di bambini che sventolavano bandiere tricolori. Tema dell’incontro Sport come scuola di vita. “I ragazzi sono diretti, non inquinati, loro sognano, ma in un modo diverso rispetto a noi”, ha esordito Prandelli.
Una riunione tra amici, Prandelli, Giancarlo Finardi, Mondonico, cresciuti assieme, anche se, ha detto Mondonico, “i giocatori di oggi sono più avanti di noi, che eravamo soprattutto amici, loro sono professionisti, ed è più facile essere amici che essere professionisti”. Mondonico ha ricordato che è importante “credere di più nel calcio che verrà , viverlo in maniera tranquilla, affinché torni nella dimensione che merita e che secondo me c’è sempre stata”.
In collegamento con Rai Sport (Novanta Minuti) ed Enrico Varriale in studio e Gigi Riva in collegamento, Prandelli e Mondonico, sono stati interrogati da Marco Civoli. I due hanno tessuto le lodi dell’oratorio, ricordando (Prandelli) don Vanni di Orzinuovi e don Luca (a Rivolta, da parte di Mondonico). “All’oratorio ti diverti ma devi stare alle regole – ha detto il CT – Le regole sono importanti, ed i ragazzi ne hanno bisogno, perché hanno necessità di sapere cosa devono fare e per quale motivo”. Per Mondonico, poi, l’oratorio è una seconda casa.
Il discorso di Prandelli è ruotato tutto sulle regole, su come si fanno, sul perché servono. ha continuato su questa linea anche rispondendo alle domande dei ragazzi delle scuole dell’obbligo di rivolta e di Agnadello: Giorgia Locatelli, Vittoria Ferrario, Alessia Garlappi, Leonardo Zanonzelli, Alessandro Cagna, Clelia Landonda, Samuele Villani, Asia Esposito, Martina Garbelli, Ovide Mokanu e Matteo Bellaviti. Si è parlato di razzismo in campo, dell’acquisto di Balotelli, della preferenza di Prandelli di fare l’allenatore o il commissario tecnico, dello spirito di squadra, di come vanno gestiti i tifosi, di come evitare la violenza in campo, di genitori (per Mondonico, i genitori devono partecipare agli allenamenti, per capire le difficoltà dei figli e che “non c’è più forte o meno forte, ma chi ha più o meno difficoltà“).
Le regole sono un punto di riferimento, e sono i genitori i primi a doverle dare. Per Prandelli, la famiglia è il più importante punto di riferimento, ma non si deve sminuire il ruolo educativo di allenatori ed insegnanti. “A volte i genitori non vogliono che l’allenatore sia anche educatore. E’ ovvio però che il genitore è la figura più importante ed una figura di riferimento”. Di altra idea Mondonico: “I genitori hanno l’obbligo di far diventare uomini i propri figli, ma non di farli diventare campioni, quello tocca all’allenatore. La scuola calcio e l’oratorio non devono crescere i ragazzi, è un compito dei genitori. La vita – ha continuato – ci ha insegnato che non si può partecipare e basta, non ci si può limitare a partecipare”.
“Vi vogliamo bene, ragazzi, e abbiamo fatto questo incontro per voi. I genitori vi vogliono bene e vi vogliono bene gli adulti in generale. Vogliamo badare a voi e esservi vicini. Non siete soli, aiutateci però a capire cosa vi manca e cosa vi serve”, ha detto Mondonico salutando i ragazzi. “Se volete vincere e non solo partecipare, dovete pensare a cosa dovete sapere per affrontare la vita nella maniera giusta”. “I problemi van risolti insieme”, ha aggiunto Prandelli. “I bambini capiscono, e si sentono già grandi. Il segreto è quello di avere empatia nell’ascoltarli. Io facevo fatica ad accettare le regole, anche se dovevo, quindi ho ribaltato il problema e ho fatto discutere il regolamento alla squadra. Si raggiungono strani e buoni risultati, nel farlo”.
Note: Resoconto a cura di Silvia Tozzi. Il video della diretta da Rivolta è disponibile su www.rai.tv (http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-f85a32b6-8ced-4a12-99b8-8e1c12dbb3c0-raisport.html#search=true&name=Novanta+minuti&q=&id=Category-f1bf4f95-4635-4b92-953c-c88624307e9f&page=)
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