Il bilancio di previsione di Rivolta d’Adda, illustrato alla cittadinanza dall’assessore al bilancio Pietro Palella, ha come chiavi di volta la ridistribuzione dell’IMU, l’istituzione Tares ( con prima rata a luglio) che si riferisce a due diversi obiettivi di tassa, il Fondo Sperimentale di Riequilibrio con un meno 270mila euro (ma si istituisce un Fondo di Solidarietà), con la novità che “è ora il comune a dare soldi allo Stato”.
Vi sono ancora vincoli stringenti sulla spesa del personale e il Patto di Stabilità impone a Rivolta di recuperare 537mila euro, che vanno risparmiati sul bilancio, “quindi non potremo fare investimenti se non finanziandoli con Oneri o alienazioni (che non faremo, nel 2013, perché implicherebbe svendere i nostri patrimoni, perché al momento valgono talmente poco)”. Dell’aliquota base dell’IMU, l’anno scorso, il 50 percento andava allo stato. Ora resta tutto al comune, e va allo stato solo l’IMU degli immobili ad uso produttivo, che per decreto aumenta del 5 percento (con rivalutazione del valore catastale degli immobili). Nel 2012 Rivolta ha incassato (con le aliquote del 0,4 e del 0,76) 1188mila euro. Quest’anno si incasserà 1.665.588, ovvero 466mila euro in più. “In realtà non è vero. Per il cittadino non cambia nulla, ma cambia la destinazione, ovvero parte dell’introito sarà tolto al comune e girato allo Stato”. La Tares finanzia in toto la spesa per la raccolta dei rifiuti solidi urbani e per lo spazzamento (che già al momento attuale a Rivolta è coperta al 100 percento dalla Tarsu che i cittadini pagano), ma anche i (genericamente) servizi con un’addizionale minima imposta dallo Stato (che Rivolta ha mantenuto al livello base) di 30 cent al mq per ogni abitazione. La Tares si determina, per le utenze domestiche, in base ai mq e al numero di abitanti nella casa. Per le utenze non domestiche, invece, si contano i kg per mq che si pensa siano smaltiti dall’attività (quindi migliorano le banche, che pagheranno meno di adesso, peggiorano gli ortofrutta, che pagheranno di più).
Il comune ha aperto oggi le buste per riassegnare la gara di igiene urbana (prevedendo un tetto di gara del 15 percento maggiore di quello attuale) e – ha comunicato il sindaco Fabio Calvi – sono arrivate due offerte. E’ un buon risultato, la gara precedente era andata deserta. La Tares costerà complessivamente ai rivoltani si presume 739mila euro (la Tarsu del 2012 era costata 589mila euro). Si prevedono sgravi per gli anziani che vivono soli e sono titolari di assegno sociale, ma il comune ha previsto di contribuire al pagamento Tares per chi abbia nucleo con meno di 5mila euro di Isee. In quei casi, l’aumento di costo causato dal passaggio da Tarsu a Tares lo paga il comune.
I tagli per Rivolta sono massicci: ai 628mila euro di trasferimenti tagliati nel corso del 2012, si aggiungono 270mila in meno dal Fondo Sperimentaler di Riequilibrio, 150mila euro meno perché sparisce il trasferimento Tares, e 466mila del taglio del trasferimento Imu in eccesso. Quindi il comune è sotto di 260mila euro. L’assessore ai lavori pubblici Franco Carera ha notato che “la Tares è di fatto una patrimoniale mascherata. Soldi che vanno tutti a Roma un’altra volta”. A consolazione, si crea a livello nazionale il già citato Fondo di Solidarietà che serve a livellare entrate e uscite Imu tra i comuni.
Le priorità di bilancio sono: non aumentare le tasse, un aggiornamento degli Oneri, con abbattimento del 65 percento su interventi di recupero edilizio in centro storico, l’aggiornamento dei valori delle aree edificabili e il fatto che gli Oneri non finanziano più la spesa corrente. Si prevede di introitare 420mila euro dall’area commerciale. Sulla spesa corrente c’è un aumento delle spese generali (perché vi sono conteggiati i soldi da restituire allo Stato), ma le voci di spesa sono costanti. Diminuisce la spesa sociale, perché il Contributo Affitti di fatto non esiste più (a causa dei tagli regionali), vi sono 95mila euro di spesa per l’assistenza ad personam (da quest’anno è il comune a mettere a disposizione l’assistenza alla scuola materna), 66mila euro per contributi alle famiglie, 101mila euro per il pagamento delle rette di alcuni anziani in casa di riposo, 32mila euro sono il costo di gestione del centro diurno. Per la scuola materna il contributo è di 266mila euro (la retta di frequenza da settembre sarà calcolata in base all’Isee). Scende da 40mila a 13mila il contributo all’asilo perché a quella spesa supplisce l’Asl con i voucher, il Diritto allo Studio si assesta a 30mila euro. La mensa a 113mila, il trasporto alunni a 40mila (a settembre e stato tolto quello a servizio di cascine e asilo), la spesa per la biblioteca è passata da 26mila euro a 19mila, quella per manifestazioni culturali è scesa a 30mila e il contributo per le associazioni è calato a 19mila euro. A bilancio non ci sono spese di investimento perché dipendono dagli Oneri, che non si sa se saranno incamerati. L’opera prioritaria e urgente è la realizzazione dei loculi al cimitero. Ai fornitori, a fronte di pagamenti a 30 giorni che il comune continua a effettuare, è stato chiesto uno sconto del 5 percento sui costi. In alcuni casi il comune lo ha ottenuto. A commento del fatto che Rivolta d’Adda è il primo comune quantomeno della provincia a presentare il bilancio di previsione, cosa che come scriveva Altocremasco ha sconcertato i colleghi di Palella, l’assessore ha spiegato: “Aspettare non serve a niente, la Tares ha la prima rata a luglio e c’è tutto il tempo, in caso di variazioni statali, di cambiare e adeguarsi alle eventuali nuove norme, e se cambia lo farà solo sui i 30 cent al mq da pagare in più, ma il criterio di attribuzione della tassa sara il medesimo perché non si può cambiare. Per realizzare questo bilancio abbiamo deciso, invece di aumentare le tasse, di contenere le spese; so che alcuni servizi sono stati al momento ridotti ma quando andrà meglio li sistemeremo. E’ comunque meglio ridurre i servizi che aumentare le tasse, riteniamo”.
“Il comune di Rivolta di fatto si autofinanzia”, ha aggiunto (dietro di lui si notava la faccia amareggiata di Calvi). “Si tagliano le spese e non si aumenta l’imposizione. La spesa corrente ha ancora spazi di taglio”. Calvi ha sottolineato che “ho fatto una scelta giusta a volere Pietro assessore al bilancio!”. “La nostra idea è che non vogliamo fermarci e usare il bilancio in dodicesimi, per questo abbiamo deciso, come l’anno scorso, di predisporre subito il previsionale. Il bilancio già l’anno scorso si è dimostrato in linea con le previsioni da noi fatte, nonostante il taglio da Spending Review di 60mila euro arrivato in estate”. “L’anima di questo bilancio è cercare di non aumentare le tasse e trovare soluzioni che a volte, purtroppo, sono quasi simboliche ai problemi economici dei nostri concittadini. Gli investimenti ne risentono, speriamo almeno di partire con la gara per la scuola materna. Intendiamo in ogni caso realizzare i nuovi loculi”. Riguardo al centro commerciale, Calvi ha chiarito “quelle entrate ci interessano”. Il bilancio si presenta al consiglio il 28 febbraio e si vota il 19 marzo.
Note: Articolo a cura di Silvia Tozzi
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