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Vietato alla cronista il cimitero devastato dai vandali

  • Pubblicato in data: 20/10/2013
  • Fonte: Corriere della Sera - Edizione di Milano

Al cimitero di Rivolta d’Adda è vietato l’ingresso ai cani e... ai giornalisti. E’ il risultato dell’insolita presa di posizione del sindaco Fabio Calvi, che si è preso la briga di inviare una lettera al direttore del settimanale locale CremascoWeek, Angelo Baiguini, per riprendere la corrispondente di Rivolta, la giornalista Monia Casarotti, colpevole a suo dire di non aver rispettato l’articolo 47, comma 1, lettera I, del regolamento comunale dei servizi cimiteriali.

La giornalista avrebbe infatti infranto la legge presentandosi al cimitero e fotografando lo scempio compiuto durante la notte su alcune tombe da ladri e vandali: l’ennesima profanazione di un luogo sacro da parte di «predoni» che in molti camposanti rubano statue ed accessori in bronzo e rame per rivenderli al mercato nero. La giornalista, passando dal cancello, ha raggiunto l’area cimiteriale e ha scattato alcune immagini per documentare l’accaduto. Ha fatto né più né meno che il suo dovere.

Non era la prima volta: sempre la stessa cronista, qualche tempo fa, in seguito alle lamentele raccolte tra i cittadini, era già andata al camposanto dove erano in corso dei lavori di manutenzione, per documentare con le immagini lo stato in cui si trovava l’area. In quell’occasione era stata energicamente invitata dalla polizia locale a non scattare fotografie e ad allontanarsi. Il settimanale, comunque, pubblicò le immagini e il relativo servizio.

Dopo quest’ultimo furto, dunque, il nuovo incidente diplomatico. «Sono spiacente di dover segnalare — scrive il sindaco — che nonostante i ripetuti inviti al rispetto della norma regolamentare in oggetto che vieta di fotografare o filmare cortei, tombe e operazioni cimiteriali, opere funerarie senza la preventiva autorizzazione del Responsabile del servizio, la giornalista Monia Casarotti, per la seconda volta, si è introdotta nel cimitero contravvenendo a quanto sopra».

Secondo il sindaco, infatti, la cronista avrebbe dovuto presentare una richiesta in municipio al responsabile del servizio e poi attendere che venisse approvata o respinta.

«E’ ridicolo — ha commentato Angelo Baiguini, direttore di CremascoWeek e consigliere Nazionale dell’Ordine dei giornalisti —. Un regolamento comunale viene anteposto al diritto di cronaca e al diritto dei cittadini di essere informati su quanto accade nel loro Paese. Mentre il Parlamento è al lavoro per rivedere le norme che regolano la diffamazione a favore di chi svolge questa professione e mentre Strasburgo mette sotto accusa le leggi del nostro Paese che prevedono il carcere ai giornalisti, a Rivolta d’Adda si preoccupano dei cronisti che accedono al cimitero per documentare quello che succede.


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Note: Articolo a cura di Michele Focarete
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