Giovedì sera è stata approvata in via definitiva la variante al Piano di Governo del Territorio di Rivolta d’Adda, con il voto contrario dei consiglieri di minoranza.
Il leghista Paolo Cremascoli ha esordito ricordando di aver chiesto tramite i media le dimissioni del sindaco Fabio Calvi “per come è stato conferito l’incarico del Pgt”, ma ha ammesso di non avere “la quota per formalizzare la richiesta, che quindi di fatto non presento. Sollecito però i giovani di RivoltiAMO a fare un esame di coscienza perché il Pgt è contro i principi del vostro programma: Andrea Vergani ed Elisabetta Nava hanno preso 300 voti nominali, meditino”.
In seguito, Cremascoli ha chiesto spiegazioni sulla scelta di edificare i terreno al confine con la Sp90, e non l’area verde di via 25 aprile, “un’area strategica”. Il sindaco Calvi ha spiegato che “la vogliamo preservare come un polmone verde”.
La posizione del consigliere di Sel, Mino Melini è che la giunta non può deliberare in materia perché la variante non era nel programma elettorale di RivoltiAMO che, secondo Melini, non ha quindi il mandato per farlo.
“State variando il Pgt per questa operazione immobiliare finalizzata a costruire la scuola materna. Ma sull’area scolastica sono in corso tanti pasticci”. Ha detto. In primis ha aperto un dubbio sulla effettiva dimensione dell’area: 25mila mq come detto a volte o 19.915 mq? Semplice, se nel campus si conteggiano la palazzina e la torre e l’area del custode, che non sono dedicate all’istruzione, il numero dei metriquadri aumenta. Il campus, da mappali, include anche la pensilina degli autobus e la roggia, il che è poco da istruzione”. Il capogruppo Franco Carera ha ribadito che la variante è stata realizzata non per edificare nuove aree, ma per distribuirle in modo diverso e portare avanti il progetto della scuola materna che, per essere finanziato, necessita l’alienazione di alcuni immobili. “La potenzialità edificativa viene traslata: la potenzialità dell’area Faster” (che era residenziale ed è stata trasformata in artigianale. L’area artigianale ha un valore minore, ma – dice l’amministrazione – quando era residenziale l’asta per venderla è andata deserta) “altrove: qui non incentiviamo le aree edificabili, e puntiamo a salvaguardare l’area di via 25 aprile, che è l’unico bene prezioso dal punto di vista del vede che ci resta, e può essere valorizzata. Sappiamo che alcuni abitanti vengono penalizzati dalla nostra scelta di rendere residenziali le aree lungo la Sp 90, ma questo è il male minore”.
Cremascoli, che reputa l’area da rendere edificabile dovrebbe essere quella verde in 25 aprile – ha elogiato le “capacità acrobatiche di Carera”, ma, sull’area di via 25 aprile ha ammesso che la scelta “è plausibile e la rispetto”. Ma ha ribadito che “l’area di via Ariosto” (quella diventata artigianale) “non è ritenuta appetibile, ma quelle lungo la Sp 90 sì, il che è contraddittorio”. Ivan Losio del Ncd ha fatto un discorso di metodo: “Mi chiedo come gli 8 abitanti in più che la variante porta” (Si parla solo di 8 abitanti in più, infatti) “potranno darci i soldi necessari per costruire la scuola materna”. Losio ha sostenuto che la variante è stata poco partecipata, che non è stata indetta l’assemblea pubblica e ha ricordato che “approvare la variante non risolve la costruzione della materna: la strada è ancora lunga, irta di difficoltà, perché avete in testa un iter complicatissimo”.
Note: Articolo a cura di Silvia Tozzi
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