Agostino Alloni (Ds) vicepresidente provinciale, conferma che, a Rivolta d’Adda, la fermata dei bus in via XXV Aprile si potrebbe attivare "magari anche in via provvisoria, solo se venissero create le condizioni di sicurezza per i passeggeri, soprattutto in prossimità del curvone. Il comune, per ottenere qualcosa, deve inviare una specifica richiesta, ma non lo ha più fatto dal 2002".
Per quel che riguarda la richiesta, fatta dalla Commissione Trasporti, di poter ottenere un collegamento diretto tra Rivolta d’Adda e le stazioni ferroviarie vicine, Alloni è possibilista, però mette le mani avanti. Perché i rivoltani possano andare in pullman a Cassano e da lì, magari con un biglietto unico, come da tempo i pendolari del Granducato chiedono di poter fare, prendere il treno per Milano, "ci sono tanti attori da coinvolgere". Però, ammette Alloni, "la Regione in tale tematica è certamente assente".
I pendolari, e con loro l’assessore alla partita, Pier Paolo Raimondi Cominesi (Fi), da diverso tempo stanno chiedendo ai vari enti interessati di concedere loro di poter usufruire di un biglietto unico, che permetta loro di usare il pullman, il tram e la metro come fanno i pendolari milanesi. La vicenda per i rivoltani è però più complessa, perché la richiesta concerne l’uso di mezzi pubblici della provincia di Cremona e di mezzi del comune e della provincia di Milano. Va concordato con la Regione Lombardia un protocollo. Ma la Regione, spiega Alloni, si dimostra sempre più distante da Cremona e dalle sue esigenze.
In tal senso, però, si è incontrata la Provincia di Milano: da essa è arrivata la disponibilità di massima per la convocazione di un tavolo di concertazione (cui parteciperà anche Milano comune) al fine di ottenere l’integrazione tariffaria.
Note: Articolo a cura di Silvia Tozzi
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