Ce l’aveva quasi fatta a tornare a casa. Invece, Igor Morato, 25enne di Rivolta d’Adda, è morto alla guida della sua Renault Clio schiantandosi contro un albero.
È successo questa notte alle tre sulla strada che collega Cassano d’Adda a Rivolta d’Adda. L’incidente è avvenuto all’altezza dell’ultima curva, in prossimità del rettilineo che conduce alla rotonda per entrare in Rivolta d’Adda. Superata la curva, Igor sarebbe arrivato sano e salvo nel suo letto. Ma non è andata così.
L’auto del giovane all’improvviso ha sbandato verso destra, si è girata su sé stessa, ed è andata a scontrarsi con la parte anteriore sinistra contro l’albero. Un urto laterale che ha ucciso Igor sul colpo.
Sembra che il giovane fosse protetto dalla cintura di sicurezza, ma l’impatto non gli ha dato scampo. Subito dopo l’uscita di strada e l’urto violentissimo contro il fusto dell’albero, un automobilista che procedeva poco dietro ha chiamato il 118. In pochi minuti, insieme all’unità del 118 e all’ambulanza, si è precipitato un equipaggio della polstrada di Crema. Gli agenti hanno chiesto l’intervento del loro superiore, il comandante del distaccamento della polstrada di Crema, Giuseppe Prezioso.
«Il colpo che ha ricevuto il ragazzo è stato laterale» ha spiegato Prezioso dopo aver eseguito i rilievi, «e gli è stato fatale. Le cinture di sicurezza, in questo caso, servono a poco. Sono essenziali quando l’urto avviene frontalmente e da dietro, ma quando è laterale, l’unica salvezza potrebbe essere l’airbag a tendina». La Clio del 25enne non aveva l’airbag laterale. Il ragazzo è stato estratto già cadavere dall’abitacolo dell’auto. Sono stati i vigili del fuoco a liberarlo dalla sua auto accartocciata. La salma è stata portata all’obitorio dell’ospedale di Crema. Questa mattina la triste procedura del riconoscimento davanti ai genitori. Non si conosce ancora la data dei funerali.
Igor Morato lavorava ed era figlio unico. La sua morte si aggiunge a quelle di altri tre giovani che hanno perso la vita sull’asfalto nell’ultimo mese: Marco Zucchi, Valentina Platini, Niccolò Frosi. Tutti fra i 19 e 20 anni. Una tragedia che insanguina le strade cremasche e che ogni fine settimana aggiunge un nome al macabro elenco delle vittime.
Note: Articolo a cura di: Roberto Bettinelli
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