Il vicesindaco di Rivolta d’Adda Ivan Losio lancia l’allarme: il 24 marzo sarà effettiva l’ordinanza del sindaco di Cassano d’Adda, Giuseppe Sala, in cui si vieta il passaggio dei mezzi pesanti sul Ponte sul’Adda, ovvero nel centro storico del paese. Decisione dovuta all’esasperazione, come già nel 2002, quando Cassano chiuse al passaggio dei mezzi pesanti il proprio abitato. Il tutto per avere una circonvallazione, un percorso alternativo che impedisca ai tir di passare in centro. Allora, la manovra aveva dato buon esisto e Cassano ottenne che qualcosa si sbloccasse e che si mettesse a punto una variante che spostasse il traffico fuori.
Si tratta della variante alla strada provinciale Padana Superiore nel comune di Cassano d’Adda, che sarà lunga circa 3 kilometri e sarà dotata di un nuovo Ponte sull’Adda, con una spesa complessiva di oltre 25 milioni di euro. I lavori sarebbero iniziati quest’anno. L’accordo impegna la Regione a promuovere con la Provincia di Bergamo un accordo per la realizzazione della variante Nord-Ovest di Treviglio e di un altro accordo con la Provincia di Milano per la realizzazione della variante di Vaprio d’Adda. L’opera consiste nella variante al centro abitato a sud di Cassano, oggi attraversato dalla ex statale Padana Superiore, che, dopo aver attraversato il fiume Adda con un nuovo ponte, si diramerà su due direttrici, verso Treviglio e verso Rivolta d’Adda. I costi (25.315.000 euro) sono a carico della Regione (10.126.000 euro), delle due Province e del comune di Cassano (5.063.000 ciascuno).
Sono stati redatti il progetto definitivo ed è stata indetta la gara per l’appalto integrato. Purtroppo, però, racconta Losio, un’associazione di categoria ha presentato ricorso al Tar chiedendo l’annullamento del bando. Il che rallenterebbe di nuovo la procedura. Sala, esasperato, minaccia chiusura. E Rivolta corre ai ripari, perché i ponti sull’Adda più a Nord di quello di Cassano (Canonica d’Adda, Trezzo d’Adda e Calusco) sono già chiusi ai mezzi pesanti. Percui le vie di accesso restano Brivio a Nord (circa 30 kilometri più su) e Rivolta e Spino d’Adda a Sud. Con conseguenze facili da immaginare.
Losio ha dapprima parlato con Sala, dicendosi scocciato di aver appreso la notizia dai giornali e non dal sindaco stesso, con cui, peraltro, è in ottimi rapporti. Sala si è detto dispiaciuto e aperto ad approfondire i problemi, ma resta dell’idea che l’ordinanza di chiusura sia l’unica soluzione. Quindi Losio ha contattato le province coinvolte: Milano, Bergamo e Cremona (per Cremona, il vicepresidente Agostino Alloni, l’assessore alla viabilità Fiorella Lazzari e i consiglieri del territorio: Giuseppe Fontanella, Nicoletta Massobrio, Andrea Ladina e Pierluigi Tamagni) più i colleghi che dovrebbero pagare lo scotto delle ricadute della chiusura di Cassano: Agnadello, Vailate, Arzago, Spino, Truccazzano, Casirate, Fara e Canonica, “per avvisarli e per chiedere una mobilitazione. Cosa fare, nello specifico, è da decidere. Noi comuni contiamo zero in questa vicenda, seppure io, da parte mia, posso garantire che Rivolta non resterà in silenzio. Il danno che farà la chiusura di Cassano sulla Rivoltana sarà enorme: traffico (e già si impiega negli orari di punta un’ora e mezza per arrivare a Milano, o tornare) e inquinamento, (e già le Pm10 spesso sono abbondantemente oltre il limite). Abbiamo anche timore per la stabilità strutturale del Ponte, in seguito al raddoppiamento del carico pesante. Stessa cosa credo la possa temere Spino, con Pandino ed Agnadello, dato che i mezzi pesanti, per prendere la Paullese, passeranno dalla Bergamina. Insomma, un disastro che ci coinvolgerà tutti quanti. Dobbiamo essere uniti”.
Note: Articolo a cura di Silvia Tozzi
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